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IL TARLO

COSA NE PENSA IL SINDACO ?

Dal sito di TRG “E’ maretta all’interno del Pd di Città di Castello. E’ stata annullata infatti la nuova riunione della segreteria del Partito democratico per decidere il nome del nuovo assessore. Sembra ormai essere tramontata anche l’opzione dell’esterno e dei nomi che sono stati presentati sia durante l’ultima Unione comunale che nelle ore precedenti ai vari incontri. Il sindaco avrebbe rifiutato di nominare una delle tre persone proposte che sarebbero Anna Maria Pacciarini, Anna Ascani, Rossella Cestini. Francesco Bernicchi inoltre avrebbe rifiutato la nomina per motivi “professionali”. La scelta ricadrà su Cristian Goracci o Stefano Nardoni?……..”

Il tarlo rode:

  1. Che ne pensano gli elettori del PD di questa storia infinita?
  2. È un problema di “poltrone” o di “competenze”?
  3. Il Sindaco che ne pensa?
  4. A questo punto “è indispensabile questo assessore “ per la città dal momento che nessuno si accorge della mancanza?

Voi meditate, il tarlo rode

 

QUESTA POLITICA “PIRANDELLIANA”

Fu pubblicato nel ?(vedremo). Uno, nessuno, centomila è centrato sulle vicende di una famiglia  e di un suo  giovane, componente, che da un banale e drammatico  fatto quotidiano, la morte di un congiunto che ricopriva un ruolo dirigenziale, da origine ad  un processo ed una serie di eventi che si conclude (?) in modo imprevedibile. La “mamma”  un giorno fa notare,  che si pende a “destra”, che c’è bisogno di novità, di gioventù . Il giovane non si era mai accorto della cosa e ne trae motivo per riflettere sui contrastanti modi coi quali viene percepita la realtà da ognuno di noi, sull’inesistenza di una realtà univoca, sull’infinita varietà con la quale ognuno appare agli altri. Questo avvenimento provoca in lui una profonda crisi che lo porta a scoprire che gli altri si fanno di lui un’immagine diversa da quella che egli si è creato di se stesso, scopre cioè di non essere “uno”, come aveva creduto sino a quel momento, ma di essere “centomila”, nel riflesso delle prospettive degli altri, e quindi con il rischio di divenire “nessuno”. Questa presa di coscienza fa saltare tutto il sistema di certezze e determina una crisi sconvolgente. Ha orrore delle “forme” in cui lo chiudono gli altri e non vi si riconosce, ma anche orrore della solitudine in cui lo piomba lo scoprire di non essere ascoltato. Decide perciò di distruggere tutte le immagini che gli altri si fanno di lui.  Incomincia così a ribellarsi facendo cose che, agli occhi di chi gli sta attorno, appaiono incomprensibili. Vuole inserire giovani, volti nuovi  ma i suoi compagni di banco, lo “bocciano” senza ritegno. Così colpito nell’animo, già fortemente contrastato, si ribella ai compagni e alle poche compagne di banco, si dimette (forse si-forse no).

Pirandello analizza l’animo umano e tutti i sentimenti più nascosti ed in questo è decadente. L’aspetto principale del suo pensiero è la pena di vivere ed i suoi personaggi fanno parte della piccola borghesia dell’Italia, Pirandello parla:  di chi?

IL TARLO

 

Ho fatto un sogno, a colori,  di possedere una casa, lungo  un viale non molto largo, ma trafficato da camion, auto e quant’altro tanto che uscire a piedi o, siccome sono un ecologista, in bicicletta(è bello andare in bicicletta, fa tanto politicamente corretto!) era difficile. Come fare? Boh, si accende la lampadina: “faccio una pista ciclabile” ma non solo davanti a casa, lungo tutto il viale, tanto me la finanzia la Merkel (scusate l’Europa) ma non posso costruire un cordolo a norma, ci vuole troppo tempo e denaro, poi ho trovato dei bei blocchi di cemento, colorati in modo che si vedano, pieni di spigoli vivi così se i ciclisti non portano il casco se battono la testa la prossima volta, se ci sarà, si ricordano! E i bambini? Vanno educati ed hanno la testa dura. Ma si riduce il margine di manovra degli automezzi, aumentano gli incidenti e gli ingorghi ! Non è un problema mio, vuoi mettere la pista ciclabile rispetto a questi problemini.

La Merkel(scusate l’Europa)  che dirà? Certo se controlla so’ c…., ma tanto non lo fanno mai, quindi…. .

I soldi arrivano, che bello, si opera, si dispongono i blocchi, belli, di cemento giallo, pochi giorni, e via, la Pista è pronta. Passano i giorni, le bici poche, i pedoni anche ma a parte  i “moccoli” dei camionisti, le “imprecazioni” degli operai in macchina che fanno le code per l’incidente (non grave, nessun morto) o semplicemente perché il camion “non gira” tutto procede bene. È vero devo stare attento quando esco in macchina, ma vuoi mettere: “ho la pista ciclabile”. In consiglio comunale la maggioranza è soddisfatta l’opposizione è in altre faccende affaccendata.

Poi ……. mi sveglio! È solo un sogno, per fortuna altrimenti i vigili mi avrebbero a dir poco elevato un verbale lungo quanto la pista e, sollevato, vado al lavoro.

Sorpresa, stupore, in via Morandi il mio sogno è realizzato, è uguale nella forma e nei risultati (moccoli compresi). Mi sorge un dubbio, che mi rodedentro: “ci rubano anche i sogni?”

Il Tarlo

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